John McAfee sta creando uno smartphone pensato per essere super-sicuro (ma sarà anche molto costoso)

John McAfee è il programmatore che ha raggiunto il successo grazie ai suoi software pensati per la sicurezza dei PC e non solo. Ora sta creando uno smartphone che avrà come caratteristica principale la sicurezza, ma che sarà anche molto costoso. Lo smartphone di John McAfee avrà un grande livello …

Spiare le chat di WhatsApp e Telegram è davvero troppo facile

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Una delle caratteristiche principali che le app di messaggistica dovrebbero avere è la tutela e protezione della privacy degli utenti. Anche Amnesty International si è preoccupata di questo e ha stilato una classifica delle migliori app di messaggistica al mondo, assegnando loro un punteggio in base al livello di protezione garantito.

Controllando la classifica di Amnesty potremmo ritenerci soddisfatti, ma una società ha scoperto che spiare le chat di WhatsApp e Telegram è davvero troppo facile.

La società in questione è la milanese InTheCyber, esperta di sicurezza informatica che ha scoperto una falla di Telegram e WhatsApp che sfrutta il servizio di segreteria telefonica di alcuni operatori italiani e la procedura di autenticazione dei sistemi di messaggistica per spiare le chat delle due app in questione.

Questa falla potrebbe rappresentare un problema per circa 32 milioni di SIM italiane.

La cosa che preoccupa di più è che per sfruttare questa vulnerabilità non bisogna essere degli esperti, ma basta conoscere il numero di telefono di una persona e avere delle competenze minime.

In pratica, si può inviare il codice di verifica necessario per accedere alla chat con un SMS oppure con una chiamata vocale, nel caso in cui il cellulare dovesse essere spento il codice verrebbe lasciato in segreteria. Una volta recuperato il codice sarà possibile accedere alla chat in modo molto rapido.

InTheCyber ha informato WhatsApp, Telegram e gli operatori telefonici, ma i risultati non sono stati molto positivi; WhatsApp ha risposto che non è interessata al problema perchè la responsabilità sarebbe degli operatori telefonici, mentre Telegram e gli stessi operatori non hanno dato nessuna risposta ad InTheCyber.

La speranza è che i due gestori delle app di messaggistica e i diversi operatori si diano da fare al più presto per risolvere il problema, ma fino ad allora potrete tutelarvi rinunciando alla segreteria telefonica oppure attivando l’autenticazione a due fattori (questa seconda soluzione è valida solo per Telegram).

Xiaomi Mi 5s potrebbe avere un lettore di impronte digitali ad ultrasuoni sotto il display

Una delle caratteristiche più interessanti degli smartphone è il lettore di impronte digitali. Grazie ad esso possiamo proteggere con maggiore sicurezza il nostro dispositivo o anche una parte dello stesso (per esempio richiedendo l’utilizzo dell’impronta solo per i messaggi o per la galleria).

Ormai quasi tutti gli smartphone ne hanno uno che generalmente viene posto nella parte posteriore vicino alla fotocamera o nella parte frontale all’interno di un tasto fisico (in alcuni modelli si trova nella parte laterale).

Xiaomi, però, potrebbe portare una grossa novità a partire dal suo prossimo smartphone, il Mi 5s; secondo alcune indiscrezioni, infatti, l’azienda cinese potrebbe utilizzare un sensore d’impronte digitali ad ultrasuoni.

Questa tecnologia è stata presentata lo scorso anno da Qualcomm con il nome di Sense ID 3D Fingerprint Technology. Grazie a questa novità non servirebbe nessun tasto fisico sulla parte bassa del display, ma il lettore di impronte sarebbe nascosto al di sotto del vetro e basterebbe appoggiare il dito per far funzionare il tutto.

Un grande vantaggio degli scanner ad ultrasuoni, rispetto a quelli normali, è dato dalla capacità di riconoscere l’impronta anche se le dita sono bagnate e, inoltre, possono essere montati anche su materiali diversi dal vetro, come la plastica o l’alluminio.

Xiaomi sarebbe la prima azienda ad adottare questa tecnologia, ma il condizionale è d’obbligo visto che non sono ancora state rilasciate comunicazioni ufficiali.

Non ci resta che aspettare per vedere se Xiaomi farà da apripista e se riuscirà ad imporre sul mercato questa novità, facendo abbandonare anche ad altre aziende il tasto fisico utilizzato per nascondere il lettore d’impronte (anche se alcune aziende potrebbero mantenerlo comunque, tra queste ci potrebbe essere Meizu con il suo tasto fisico diventato un segno distintivo dei suoi smartphone e molto apprezzato dai suoi clienti).