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Spiare le chat di WhatsApp e Telegram è davvero troppo facile

Utilizzi Whatsapp e Telegram? Questa notizia, allora, potrebbe non piacerti.

Una delle caratteristiche principali che le app di messaggistica dovrebbero avere è la tutela e protezione della privacy degli utenti.

Anche Amnesty International si è preoccupata di questo e ha stilato una classifica delle migliori app di messaggistica al mondo, assegnando loro un punteggio in base al livello di protezione garantito.

Controllando questa classifica potremmo ritenerci soddisfatti, ma una società ha scoperto che spiare le chat di WhatsApp e Telegram è davvero troppo facile.

La società in questione è la milanese InTheCyber, esperta di sicurezza informatica che ha scoperto una falla di Telegram e WhatsApp.

Questa falla potrebbe rappresentare un problema per circa 32 milioni di SIM italiane.

La cosa che preoccupa di più è che per sfruttare questa vulnerabilità non bisogna essere degli esperti.

In pratica, si può inviare il codice di verifica necessario per accedere alla chat con un SMS oppure con una chiamata vocale, nel caso in cui il cellulare dovesse essere spento il codice verrebbe lasciato in segreteria.

Una volta recuperato il codice sarà possibile accedere alla chat in modo molto rapido.

InTheCyber ha informato WhatsApp, Telegram e gli operatori telefonici, ma i risultati non sono stati molto positivi.

WhatsApp ha risposto che non è interessata al problema perchè la responsabilità sarebbe degli operatori telefonici, mentre Telegram e gli stessi operatori non hanno dato nessuna risposta ad InTheCyber.

La speranza è che i due gestori delle app di messaggistica e i diversi operatori si diano da fare al più presto per risolvere il problema.

Fino ad allora potrete tutelarvi rinunciando alla segreteria telefonica oppure attivando l’autenticazione a due fattori (questa seconda soluzione è valida solo per Telegram).

Le più importanti app di messaggistica rispettano la nostra privacy?

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Le app di messaggistica sono forse quelle più utilizzate al mondo, visto che ci danno la possibilità di tenerci in contatto con le altre persone. Ma le più importanti app di messaggistica rispettano la nostra privacy?

Amnesty International ha provato a dare una risposta a questa domanda stilando una classifica delle app di messaggistica più diffuse al mondo, utilizzando come parametro di riferimento il rispetto della privacy e dando una certa importanza all’utilizzo della crittografia end-to-end.

Al primo posto di questa classifica troviamo le app di Facebook (Messenger e WhatsApp) con un punteggio di 73 punti su 100. Amnesty afferma che WhatsApp è l’unica a dichiarare quando la crittografia end-to-end è realmente attiva, mentre in Facebook Messenger non viene attivata di default.

Il secondo posto è condiviso da iMessage (di Apple) a da Telegram Messenger con un punteggio di 67 punti su 100 a testa. Per quanto riguarda la crittografia end-to-end, in iMessage è attiva di default, ma non viene notificato quando la crittografia è assente; per quanto riguarda Telegram, la crittografia end-to-end non è attiva di default e non viene notificato quando non è attiva. Queste due app di messaggistica, però, sono forse considerate le più sicure dagli utenti anche perchè le due società hanno sempre affermato di avere tra i loro obiettivi la difesa della privacy.

Al terzo posto troviamo Allo, Duo e Hangouts (le app di Google) con un punteggio di 53 punti su 100. Duo è l’unica delle tre app ad avere la crittografia end-to-end attiva di default, in Allo è presente, ma non è attiva di default, mentre su Hangouts non è presente.

Viber e Line hanno ricevuto 47 punti su 100. Entrambe le app hanno la crittografia end-to-end, ma c’è poca trasparenza.

Skype e KakaoTalk ottengono 40 punti su 100. Questo risultato è dovuto al fatto che Skype presenta una tecnologia di crittografia abbastanza debole; per quanto riguarda KakaoTalk, questa nel 2014 ha divulgato informazioni sui propri utenti al governo della Corea del Sud, ma da allora ha cercato di migliorare la sicurezza senza però implementare la crittografia end-to-end di default.

Snapchat raggiunge 26 punti su 100. L’impegno pubblico per il rispetto della privacy da parte di questa azienda è conosciuto, ma non utilizza la crittografia end-to-end.

Solo 20 punti su 100 per Blackberry Messenger. Un punteggio così basso è giustificato dal fatto che la crittografia end-to-end è offerta solo a pagamento e, inoltre, mostra poca trasparenza e non ha mai mostrato un impegno pubblico e concreto a difesa della privacy dei propri utenti.

All’ultimo posto troviamo QQ e WeChat (di proprietà della società cinese Tencent) con zero punti su 100. Le app di Tencent non soddisfano nessun criterio utilizzato da Amnesty e non ha mai preso una posizione contraria alla creazione di backdoor per la sorveglianza governativa.

Utilizzate una di queste applicazioni? Si trova nelle prime posizioni oppure ne utilizzate qualcuna che rispetta poco la vostra privacy?

Ecco cosa fare per non condividere le informazioni dell’account WhatsApp con Facebook

WhatsApp ha modificato i termini di servizio e l’informativa sulla privacy. Con queste modifiche permetterà a Facebook di accedere alle informazioni dell’account di WhatsApp per migliorare l’esperienza con le inserzioni e con i suoi prodotti.

Gli utenti, però, possono decidere di non condividere queste informazioni con Facebook attraverso pochi semplici passaggi.

Il primo metodo può essere utilizzando non appena si riceve il messaggio di avviso delle modifiche apportate da WhatsApp. Invece di cliccare subito su Accetto dovrete premere Leggi; verrà aperta una nuova schermata dove ci sarà un’opzione per impedire che le informazioni vengano condivise con Facebook. Per fare ciò non dovrete far altro che togliere la spunta e poi premere accettto.

Se, invece, avete già accettato i nuovi Termini di servizio e dell’informativa sulla privacy avrete 30 giorni di tempo per modificare il tutto andando ad impedire che le informazioni dell’account vengano condivise con Facebook. Per fare ciò dovrete entrare nelle impostazioni di WhatsApp, cliccare su Account e togliere la spunta da Condividi info account.

Questi sono i due metodi da seguire se non volete condividere le informazioni del vostro account WhatsApp con Facebook.

Servizi di messaggistica come WhatsApp sono comodi ed interessanti, ma ci sono dei problemi più o meno gravi (quello grave riguarda la facilità con la quale è possibile spiare le chat di questo servizio di messaggistica, ma anche del rivale Telegram).

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