Huawei vuole creare un nuovo sistema operativo da utilizzare sui suoi dispositivi

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Huawei è una grande azienda cinese che in pochi anni è riuscita a conquistarsi un posto tra i più importanti produttori di smartphone e tablet. Nel corso di questo 2016 ha già presentato 2 top di gamma (Huawei P9 e P9 Plus) che, con la loro doppia fotocamera made in Leica, hanno attirato l’interesse dei consumatori, ma anche una versione meno potente (Huawei P9 Lite) che ha conquistato il mercato diventando uno degli smartphone più venduti.

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Una delle caratteristiche principali dei dispositivi Huawei è la loro interfaccia, la Emotion UI, che esteticamente è molto simile ad iOS; in futuro, però, questa interfaccia potrebbe cambiare andando a riprendere le caratteristiche di Android stock per riuscire a renderla più semplice, comunque senza rinunciare a tutte quelle caratteristiche avanzate che sono sempre molto apprezzate dalla maggior parte degli utenti. Per riuscire a creare una nuova interfaccia più semplice e funzionale Huawei ha deciso di affidarsi ad Abigail Sarah Brody, una designer che ha lavorato per Apple (soprattutto durante lo sviluppo di iOS 1, dove ha avuto un ruolo importante).

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Il compito di Abigail Brody, però, non sarà solo quello di realizzare la EMUI 5.0, ma dovrà utilizzare le sue conoscenze per aiutare Huawei a creare un suo sistema operativo proprietario. Questo nuovo sistema operativo sarebbe utile nel caso in cui le politiche di Google dovessero cambiare e dovesse decidere di interrompere il supporto Android per dispositivi di terze parti o, come potrebbe accadere con Android N, la libertà dei produttori venisse ridotta.

Di certo questa idea di Huawei non potrà essere realizzata nel brevissimo periodo essendo ancora in una fase iniziale, ma potrebbe rappresentare un’alternativa ad Android e iOS.

Riuscire a creare un sistema operativo di successo è molto difficile (basta pensare ad Ubuntu Touch e Windows Mobile) poichè Android e iOS hanno conquistato il mercato, ma Huawei ha deciso di provarci puntando su persone che hanno esperienza e le giuste competenze. Oltre ad Abigail Brody, infatti, stanno lavorando al progetto anche molti sviluppatori che hanno lavorato per molti anni per Nokia.

Il Kirin OS (potrebbe essere questo il suo nome, oppure Emotion OS) potrebbe non essere mai utilizzato anche nel momento in cui dovesse essere realizzato, ma potrebbe rappresentare comunque una grande opportunità per Huawei che avrebbe il suo sistema operativo già pronto nel caso in cui ci dovessero essere dei problemi con Google per l’utilizzo di Android.

Il progetto è molto interessante e potrebbe aumentare la concorrenza nel mercato dei sistemi operativi mobile, riuscendo magari a portare un maggiore sviluppo di nuove funzionalità. In questo modo potrebbero aumentare i vantaggi per i consumatori che avrebbero più alternativa tra cui scegliere e tutte di ottimo livello.

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