Addio ai dazi doganali sui prodotti tecnologici

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Ogni volta che effettuiamo un acquisto on line, da venditori che spediscono da Paesi al di fuori dell’UE, abbiamo un pensiero che ci tormenta: i dazi doganali.
Molto presto, però, non dovremo più preoccuparci di questi costi aggiuntivi.
L’accordo era già stato raggiunto nel mese di luglio del 2015, ma non era ancora stato dato il via libera dall’Unione Europea. Questo via libera è ora arrivato e, quindi, già da luglio 2016 ci sarà una riduzione dei dazi doganali sul 65% dei prodotti che fanno parte del settore tecnologico (smartphone, PC, GPS, macchinari per la produzione di strumenti informatici e altri prodotti IT), mentre nel 2019 i dazi su questi prodotti verranno eliminati completamente. Per alcuni prodotti, considerati sensibili per l’industria europea, i tempi saranno leggermente più lunghi, infatti ci vorranno dai 5 ai 7 anni.
Questo accordo fa riferimento ai prodotti tecnologici e coinvolge Unione Europea, USA, Albania, Malesia, Australia, Montenegro, Canada, Nuova Zelanda, Cina, Norvegia, Costa Rica, Filippine, Singapore, Svizzera, Islanda, Hong Kong, Guatemala, Taiwan, Giappone, Thailandia, Corea del Sud, Israele.
Con l’eliminazione dei dazi le aziende dovrebbero avere un risparmio compreso tra i 5 e gli 8 miliardi di Euro (secondo le prime stime dell’UE). Oltre alle aziende anche i consumatori dovrebbero avere un buon risparmio, visto che molto spesso i prodotti tecnologici acquistati dalla Cina subivano un aumento considerevole proprio a causa dei dazi doganali.
Insomma, i prezzi dei prodotti scambiati tra questi Stati dovrebbe abbassarsi, però, speriamo che l’eliminazione totale dei dazi non vada a colpire troppo i produttori dei componenti tecnologici che operano nel mercato europeo, già messi in difficoltà dai Paesi emergenti che offrono prodotti a prezzi molto più bassi, e di coneguenza non ci siano perdite di posti di lavoro dovute alla chiusura di quelle aziende che non riescono a concorrere con questi prezzi sempre più bassi. Forse, prima di attuare questa manovra, questi Stati avrebbero dovuto migliorare le condizioni di lavoro e gli stipendi dei lavoratori in modo tale da consentire una concorrenza alla pari tra i diversi Paesi. Comunque, speriamo che i vantaggi siano superiori agli svantaggi, altrimenti il risparmio che si avrà sarà solamente un’illusione.
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